header_02
   Registrati
------ |   Il Garante: ''E' illegale 'spiare' gli utenti che scambiano file su Internet'' - di ACu    | |   Blonde Redhead a catania il 4/12 - di aidonow    | |   Castagne e marroni a rischio estinzione - di ACu    | |   IT: 100.000 download per programma Eldy dedicato ai nonni che vogliono usare il - di ACu    | |   Sbarca sul web il centro commerciale in 3D - di ACu    |------
    Menù
  Info
Accesso Libero
Solo Registrati
Aidone
Morgantina
PietreVive
Calendario Eventi
Argomenti Attivi
Archivio News
Note Legali
Invia News
Segnala Evento
Raccomanda sito
Diventa Partner
Contattaci
Lista Utenti
Lista Gruppi
Newsletters
Forums
Arcade (Giochi)
Chat
Downloads
Web Links
Annunci
Virtual Earth
Oroscopo
Meteo
Top Sites
    Link Casuale
Quì Aidone
Il sito di Don Felice, parroco di Aidone

Se conosci un sito interessante
inseriscilo tra nostri links
.
    Linkaci
Aiutaci a crescere. Metti il nostro link sul tuo sito
AidoneWEB.org


    Votaci su


    contatore
This is my Google PageRank™ - SmE Rank free service Powered by Scriptme

Pagine viste da:
Aprile 2006
Francesco giullare dei Beni culturali

Piccoli passi al Ministero per i Beni e le Attività culturali, nell’attesa di affrontare le grandi questioni.Nei cinque anni di Governo di centro-destra, possono essere individuati tre interventi principali per quanto riguarda i Beni culturali.



Innanzitutto il Codice Urbani, a cui si sono affiancati numerosi altri interventi legislativi, spesso in contraddizione con le direttive del Codice (vedi il numero dedicato agli Stati Uniti), in secondo luogo il riordino del Ministero dei Beni e delle Attività culturali –Mibac - (2004), infine i drastici tagli alle risorse destinate alla cultura . Riforme di cui sono state appezzati alcuni elementi di novità ma anche messi in luce i lati contraddittori e controproducenti per il settore. Il risultato,alla prova dei fatti, è un Ministero esausto, come scrive Roberto Cecchi sulle pagine de “Il Giornale dell’arte”, carente di risorse umane, confuso nella giungla di indistricabili divisioni di ruoli tra Stato e Regioni, patologicamente privo di risorse. A peggiorare la situazione si sono aggiunti i condoni, che hanno contribuito all’inesorabile deturpamento del paesaggio, il fallimento di iniziative come la Patrimonio S.p.a, ecc…Su questo scenario le linee programmatiche del Governo Prodi, espresse nel programma elettorale, ponevano delle mete utopistiche e, ad oggi, molto lontane dall’esser realizzate.Innanzitutto in campagna elettorale erano state fatte promesse più che rosee sulle risorse. Nel Programma si parla di investire l’1% del PIL in cultura, ma l’ultima Finanziaria, come vedremo, ha dimostrato una preoccupante continuità con i tagli che negli ultimi anni hanno messo in ginocchio musei, istituzioni, teatri, biblioteche, cinema. Si parla anche della necessità di svecchiare il Ministero, sia dal punto di vista delle risorse umane e professionali, sia da un punto di vista gestionale e dei rapporto con i privati. Si afferma inoltre la necessità di chiarire meglio la distinzione di compiti tra Stato e Regione e il loro mutuo operare per la tutela e la gestione dei beni culturali. Innanzitutto superando l’incomprensibile dicotomia tutela-gestione. Ma nel piano di governo frutto dell’incontro di inizio anno a Caserta, si confondono le carte e si legge: "estendere le funzioni di tutela ai governi territoriali lasciando allo Stato le funzioni di alta garanzia generale". Su questo punto si rileva per tanto una confusione che ha lasciato perplessi molti autorevoli osservatori. Il primo atto importante del Governo Prodi in campo culturale è stata la nomina del Ministro. La scelta di una personalità politica forte, nella duplice veste di segretario di uno dei principali partiti della maggioranza e di vice-premier, è stata salutata come una prima manifestazione di impegno nei confronti della cultura. Inoltre, nel riordino degli assetti ministeriali, lo sport è stato scorporato dalle competenze del Ministero dei Beni culturali. Francesco Rutelli, che avrebbe espressamente richiesto per sé questo Ministero, viene considerato dai più la persona adatta per ricoprire questo ruolo. Gli anni da primo cittadino della capitale (1993-2000) sono stati una palestra importante anche per quanto riguarda il patrimonio culturale. Due mandati segnati dai numerosi scontri con l’allora soprintendente Adriano La Regina, che però hanno insegnato l’importanza del dialogo e del confronto tra amministrazioni e istituzioni di tutela del patrimonio artisticoculturale. I momenti più importanti di questo confronto, che ha comunque spesso assunto toni molto forti, sono stati il dibattito per il parcheggio del Granicolo, il sottopasso per Castel Sant’Angelo, il Museo dell’Ara Pacis, la Metro C. Importante inoltre l’esperienza del Giubileo, Rutelli infatti, dovrà occuparsi anche del turismo, proprio per il suo duplice ruolo di governo. Nella sua persona sono inglobate le competenze in materia trasferite dal Ministero dello sviluppo economico alla Presidenza del Consiglio, e la competenza sulle strutture amministrative del settore turistico, passate al Mibac. E Rutelli ha affermato che la strategia che utilizzerà per coniugare turismo e beni culturali, sarà di porre il primo al servizio dei secondi. Il 15 giugno 2006, Francesco Rutelli ha esposto le linee guida del suo dicastero. Ha innanzitutto criticato l’impostazione economicistica dei beni culturali, richiamando l’importanza di ispirarsi all’Art. 9 della nostra Costituzione: la Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione. Ha poi riaffermato la necessità di trovare fondi privati tramite nuove forme di sostegno e lamentato il problema delle risorse umane del Ministero, definito un “gerontocomio”. Sottolineava poi la necessità di restaurare il Ministero da tutti i punti di vista: amministrativo, finanziario, gestionale, professionale. Il Ministero dovrebbe tornare ad essere tecnico-scientifico ed in questo senso è importante la ricostituzione del Consiglio superiore dei beni culturali (agosto 2006), a capo del quale è stato nominato Salvatore Settis. Si tratta di un organo consultivo istituito nel lontano 1907. Durante il Governo Berlusconi fu praticamente svuotato di ogni funzione, tanto che Giuseppe Chiarante, allora presidente, si dimise nel 2002, in forte polemica con il Ministro Giuliano Urbani. Il Consiglio si è insediato soltanto nei primi mesi del 2007. A distanza di un anno, cosa è stato effettivamente realizzato? Il governo di centro-sinistra ha confermato con i fatti la volontà di caratterizzarsi e distinguersi nel campo dei beni culturali rispetto alla legislatura che lo ha preceduto? Un primo spinoso problema che il neo-Ministro ha dovuto affrontare riguarda il concorso per i nuovi Soprintendenti. Un concorso bandito in febbraio che, già a causa dei criteri di ammissione alle prove scritte e, soprattutto, dopo l’esclusione di riconosciute personalità dagli esami orali, è stato sommerso da ricorsi. La scelta di nominare Vittoria Garibaldi alla Direzione generale per i Beni culturali dell’Umbria, dopo la sua esclusione dal concorso, per molti ha significato un disconoscimento da parte del nuovo Ministro delle modalità e dei risultati del concorso. Il decreto legge 262 del 2006, collegato alla Finanziaria, ristabilisce i termini per un nuovo concorso per 40 posti di dirigenti del Ministero, cercando di superare le problematiche emerse nel concorso per i Soprintendenti. Va invece riconosciuto il coraggio e l’insistenza con i quali Rutelli in prima persona ha affrontato due buchi neri storici dell’operato dei precedenti ministri: la Galleria d’arte antica di Palazzo Barberini a Roma e l’annosa questione della presenza, in importanti musei stranieri, di opere illegalmente fuoriuscite dall’Italia negli ultimi decenni. Palazzo Barberini è stato acquistato dallo Stato italiano al termine della Seconda guerra mondiale, destinato a divenire la sede delle collezioni che costituiscono la Galleria d’Arte Antica. Capolavori assoluti, opere di Caravaggio, Raffaello, Correggio, nel palazzo che fu la residenza di una delle famiglie più importanti della Roma papalina. Un voto in Parlamento nel 1949 sfrattò il Circolo ufficiali che si trovava nel Palazzo, relegandolo nello spazio della palazzina. Ma per quasi sessant’anni i visitatori hanno dovuto ammirare le opere ammassate in poche stanze, accompagnati, come ricordano in molti, dal profumo di fritto, dalla musica e dagli schiamazzi delle feste di matrimonio, battesimi, eccetera degli ufficiali e delle loro famiglie. Solo da dicembre 2006 la Galleria è stata finalmente aperta al pubblico nella sua interezza, dopo una querelle che ha conosciuto momenti paradossali. Un ottimo esempio, secondo Salvatore Settis, della considerazione residuale di cui gode il patrimonio culturale agli occhi della politica. L’apertura di Palazzo Barberini, quindi, è stato visto come atto dimostrativo di una cesura col passato. Altra azione coraggiosa è stata la richiesta al direttore del Getty Museum di restituire più di cinquanta opere archeologiche esposte nelle sue sale, chiaramente giunte in America grazie al mercato nero. A fine novembre, Michael Brand, il direttore dell’importante istituzione privata americana, ha risposto con una lettera e un intervento sul “New York Times”, negando la restituzione al nostro Paese della metà delle opere richieste dal Ministro. Soprattutto di alcuni pezzi importantissime come la “Venere” di Morgantina e “L’atleta vittorioso” di Fano, attribuito a Lisippo. Rutelli si è barricato sulla linea della fermezza. Ha convocato una conferenza stampa in cui ha denunciato sul piano morale il fatto che un museo esponga opere rubate. Richieste simili sono state poi indirizzate al Met (Metropolitan Musuem of Art di New York) e a importanti musei di Boston, Princeton, Cleveland, oltre che a collezionisti privati. Molto criticata invece la Finanziaria 2007. È stato sottolineato un generale atteggiamento di rinvio delle decisioni importanti e delle promesse elettorali in campo culturale. La Finanziaria si concentra soprattutto sul cinema e lo spettacolo dal vivo e sul turismo. Sono stati destinati al FUS (Fondo Unico dello spettacolo) 27 milioni di euro in più rispetto al 2006. In particolar modo si va in soccorso dello spettacolo dal vivo, fortemente penalizzato dai tagli al FUS attuati dal Governo Berlusconi. Si convogliano sul nuovo dipartimento del turismo risorse sottratte, per un totale di quasi 1 milione di euro, a tagli negli altri dipartimenti. Anche il Ministero per i Beni e le Attività culturali deve, inoltre, ridurre le proprie spese di almeno il 15% entro il 2008, una meta dolorosa, trattandosi di uno dei Ministeri più in difficoltà e che, soprattutto, più è stato penalizzato dal Governo Berlusconi.  Si conferma la destinazione, tramite la società Arcus, del 5% delle risorse destinate alle grandi opere, ai beni culturali. Sorpresa invece per quanto riguarda il MAXXI, il nuovo Museo delle Arti del XXI secolo che sta sorgendo a Roma, il cui cantiere era stato messo a rischio dai continui tagli degli ultimi anni. La Finanziaria ha aggiunto uno stanziamento di 50milioni di euro ai 23 previsti dal piano per il triennio 2006-08. Potrà essere così portato a termine il progetto dell’anglo-iraniana Zaha Hadid, già per la fine del 2008, secondo le rosee previsioni del Ministro Rutelli. Risale invece al dibattito più attuale la riforma dell’Amministrazione dei Beni culturali. Vengono aboliti i Dipartimenti istituiti da Ministro Urbani, sostituiti con una struttura che dovrebbe essere più snella composta da un Segretario generale (con attività di coordinamento tecnico-amministrativo) e dieci Direzioni Generali. Ma nella sostanza le cose non sembrano cambiare. Unica novità una Direzione dedicata al paesaggio. Rutelli ha affermato che la tutela dell’ambiente sarà uno dei principali punti di impegno del suo Ministero, ma molti dubbi sono stati sollevati sulla sua reale utilità e funzione della nuova Direzione. Molto resta ancora da fare, quindi, per raggiungere l’1% del PIL per il patrimonio culturale e per differenziarsi nettamente dall’operato del governo precedente e soprattutto per rendere più efficiente un Ministero che si perde nelle maglie della burocrazia e della politica.

Fonte:

Tommaso Martini – tommasomartini@lalente.net   , Lalente.it

 
    Links Correlati
Articolo più letto relativo a Aidone News:
Aidone, in vendita bigotte pro Unicef

    Opzioni

 Pagina Stampabile Pagina Stampabile

Argomenti Correlati

Cyber News

Spiacente, non sono disponibili i commenti per questo articolo.
Segnalato da Webtarget.org - Migliorsito.com - < ALL WEB free >
Tutti i loghi ed i marchi sono dei rispettivi proprietari. Il resto è © 2006 AidoneWEB.org
Powered by PHP-Nuke Copyright © 2006 by Francisco Burzi.