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A firmare il documento sono Paolo Filippo Rabbiolo, Gaetano Calcagno, Giuseppe Calì, Rosario Costa, Vincenzo Curia, Vincenzo Lacchiana e Filippo Scroppo, i quali, dopo avere ricordato che «le marce sono un po’ passate di moda da qualche decennio e, piuttosto che parlare di piani, sarebbe il caso di parlare di programmi e risposte per i cittadini aidonesi», ricordano, ai cittadini, che «gli otto consiglieri che hanno eletto il presidente del Consiglio altri non sono che i sei consiglieri di minoranza più l’ex presidente del consiglio Pino Di Franco dell’Udc e Annamaria Raccuglia di An, ambedue, fino a due mesi fa, forti sostenitori del sindaco Curia e della sua amministrazione e che, mai, durante il periodo in cui hanno ricoperto le rispettive cariche, hanno parlato di mancanza di chiarezza e di programmi». «La signora Raccuglia -scrivono ancora i sette consiglieri - ha forse dimenticato che, solo qualche settimana fa, durante un “faccia a faccia”, in piazza Cordova, ha dichiarato che l’attuale amministrazione è la migliore e la più proficua degli ultimi anni. Non era forse la stessa signora Raccuglia che, in altre sedi, dichiarava che non avrebbe mai votato un uomo di sinistra per la carica di presidente del Consiglio?». Aggiungono ancora: «Non era il segretario dell’Udc di Aidone che, durante il primo congresso di Alleanza siciliana, dichiarava che in Consiglio comunale esisteva il vuoto assoluto poiché i consiglieri dell’opposizione erano tutti, tranne uno, muti come pesci? Era necessaria la poltrona per riacquistare la parola? Durante i trascorsi due anni e mezzo, l’opposizione mai ha parlato di trasparenza e organizzato marce, mai ha siglato documenti?. Insomma, viene da chiedersi: quando l’opposizione ha svolto il suo ruolo per ripagare e onorare la fiducia dei cittadini che per essa ha votato?».
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