
Quasi tutte le feste aidonesi sono di ispirazione religiosa. Tra queste forse la più sentita è la Pasqua che, viene celebrata con riti e simbologie complicate da richiedere il ricorso a spiegazioni di una voce fuori campo che ne riveli i significati.
La Settimana Santa è, nel complesso, una rappresentazione Sacra con un forte carattere di teatralità che inizia la Domenica delle Palme e si protrae per tutta la settimana, fino al giorno di Pasqua.
Caratterizzano la festa, delle gigantesche statue raffiguranti i dodoci apostoli, con testa e braccia di carta pesta, sostenute da una struttura di legno vuota all' interno per permettere ai
Santàri (i portatori), di inserirvisi dentro e di portarle a spalla.
I
Santoni (così vengono chiamate queste statue), vengono custoditi dalle varie confraternite cittadine: nella chiesa della Madonna delle Grazie ci sono i santi Giacomo Maggiore e Giacomo Minore; all' Annunziata; Sant' Andrea e San Mattia; nella chiesa di Sant' Anna, San Giovanni Evangelista e San Giuda Taddeo; nella chiesa del Carmelo, San Filippo e san tommaso; nella chiesa di Santa Maria La Cava, San Pietro e San Matteo; infine nella chiesa di San Giuseppe, ci sono San Bartolomeo e San Simone.
Le varie confraternite curano gelosamente, non solo la custodia ma anche il buono stato di conservazione dei
santoni.
Le effigi degli Apostoli, esistenti dal '600, sono state ricavate da quelle in marmo presenti nella basilica di San Giovanni in Laterano a Roma e si riscontrano delle somiglianze notevoli, con quelle di Barrafranca, Caltagirone, San cataldo e Monterosso almo.

Ogni
Santone, viene identificato nel rispettivo Apostolo, non solo dai colori delle vesti ma sopratutto dagli oggetti che porta in mano.
Radunati tutti gli Apostoli nella chiesa dell' Annunziata e benedette le palme, parte le processione per le vie del paese che vede i
Santoni sfilare accompagnati dal parroco dell' antica Chiesa Madre, la Chiesa di San Lorenzo, negli abiti solenni che la liturgia del giorno prescrive.
Le piccole strade del centro storico del paese, in un itinerario immutato nei secoli, si animano così dell' atmosfera della festa.
Imboccata la via Roma, il corteo prosegue fino a raggiungere la
Matrice, e lì giunti, trovandosi chiuse le porte della chiesa simboleggiante la città di Gerusalemme che non vuole accogliere Cristo come suo Re e Messia, avviene una scena singolare. Gli Apostoli cercano di entrare bussando, ma non ci riescono; allora San Giacomo Maggiore tenta di aprire la porta, ci provano anche San Giovanni e San Pietro senza successo. Ci tenta San Mattia e la porta finalmente si apre e tutti gli Apostoli entrano dopo essersi fatti reciprocamente dei grandi inchini. Per ultimo entra il parroco che impersona la figura di Gesù, inizia così la celebrazione della messa solenne alla quale partecipano gli Apostoli e tutte le persone del corteo.
Nelle sere di mercoledì, giovedì e venerdì i confrati, con le torce accese, visitano le varie chiese alla disperata ricerca di Gesù. Dopo il tramonto del venerdì i confrati dell' Annunziata incappucciati e vestiti con le caratteristiche tuniche, schiodano dalla croce Gesù e lo depongono nell'urna, mentre delle ragazze in abito azzurro portano a spalla il fercolo dell'Addolorata.
Alle 10 del mattino del giorno di Pasqua, le strade del paese si vanno via via animando delle varie confraternite che accompagnano i loro
santoni alla Matrice; da quì esce in processione, la statuta del Gesù risorto portata a spalla da giovani vestiti di bianco e seguiti dal parroco con i paramenti liturgici solenni.
La processione inizia scendendo per le vie del quartiere antico di San Giacomo e si appresta ad essere per le 11:00 in punto all' ingresso della piazza Codova. Qì ha inizio la
Giunta di Pasqua.
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Poco prima di mezzogiorno, san Pietro torna in piazza dopo aver vagato per le vie del paese e viene informato da San Giovanni della resurrezzione di Gesù. Allora l' Apostolo Pietro, accompagnato dai vessilliferi attraversa per tre volte la piazza in segno di penitenza per aver rinnegato tre volte il Cristo dopo la crocifissione, facendo la spola tra la postazione della Madonna e quella di Gesù.
A Mezzogiorno in punto, i due gruppi partono di corsa dalle loro postazioni per incontrarsi al centro della piazzaò. Alla Madonna viene tolto il velo nero e tutti insieme, gli Apostoli, Maria e Gesù esternano la loro felicità in un tripudio di salti di gioia. E' il momento culminante della festa le campane vengono sciolte e suonate a distesa in segno di festa mentre vengono sparati mortaretti e fuochi artificiali.
Alla fine un lungo corteo di pellegrini, accompagna le statue della madonna, di Gesù e degli Apostoli, alle rispettive chiese di apparteneneza, da cui usciranno l' anno sucessivo a recitare un'altra sempre uguale, ma sempre nuova sacra rappresentazione.