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Aprile 2006
Storia di Aidone

Quadro Chiesa di Sant' Anna Nata tra la fine dell'XI secolo e i primi del XII, ad opera di immigrati lombardi al seguito dei Normanni, Aidone ha una storia ricca e profondamente intrecciata alle vicende politiche cruciali della Sicilia. Importante per la sua eccezionale posizione strategica, nel cuore dell'Isola, fu dei Rosso e dei Gioeni, speso insorta e saccheggiata, sempre rifiorita, prima di essere colpita dal terremoto del 1693. Città di grande vivacità culturale, possiede un interessante centro storico con un patrimonio architettonico-artistico d'impronta spiccatamente medievale e con testimonianze fino al tardo ‘700 e ‘800. Aidone, scriveva nel 1913 il suo storico locale Gioachino Mazzola, "adagiato da tempo immemorabile in una delle estreme digitazioni dell'altipiano Ereo, figge da una banda lo sguardo su gran parte della pianura di Catania e dall'altra sul nodo montagnoso della Sicilia centrale. Posta a 840 metri d'altezza, tra il 37° 22' di latitudine nord e i137° 9' di longitudine est, Aidone ha fianchi coperti di fitta vegetazione, panorami incantevoli, acqua abbondante e clima saluberrimo. E se la sua fortezza, qual nido d'aquila, siede grave ed arcigna sul cocuzzolo, le sue case son disposte in modo da presentare un aspetto gaio, ridente e di serena tranquillità". Da allora, non poco è cambiato nel paesaggio urbano, con le nuove costruzioni sorte verso nord - est e l'antica "fortezza"ridotta ormai ad un rudere di muro irriconoscibile; ed è cambiata anche l'ampia veduta della piana di Catania nella quale si è inserita la pennellata azzurra del lago Ogliastro. Ma molto di più è cambiata la prospettiva storica in cui il centro abitato va collocato, per il progresso degli studi storici medievali e per le scoperte archeologiche di  Serra Orlando. Dopo gli scavi iniziati dagli archeologi dell'Università di Princenton nel 1955 e gli studi storici ed archeologici che ne sono seguiti, infatti non è più necessario ricorrere a tutte le elucubrazioni cui fu costretto, ottantacinque anni fa, il professor Mazzola, per sostenere che l'antenata di Aidona fu Herbita, in quanto ben pochi (per non dire inesistenti) sono i dubbi che restano circa l'identificazione con Morgantina dei ruderi dell'antica città di Serra Orlando. Ma questa città cessò di esistere, secondo i risultati della ricerca archeologica, all'inizio dell'età imperiale romana, mentre Aidone fece la sua apparizione storica ben dodici secoli dopo, e, quindi, non è facile (anzi impossibile), nella totale assenza di documentazione storica ed archeologica, potere affermare che tra i due centri abitati vi sia stata una continuità. La ricerca dell'ultimo secolo è arrivata alla conclusione che nell'età romana imperiale la maggior parte dei centri abitati greci della Sicilia furono abbandonati o ridotti a miseri villaggi, e la popolazione dell'interno, lasciando le antiche sedi montane, si concentrò nelle pianure e nelle vallate dei grandi latifondi cerealicoli, nelle massae attraversate dalle strade militari dell'Isola Anche l'agro di Morgantina dovette finire nelle mani di un ricco latifondista romano, se nel periodo bizantino, fin dai tempi di papa Gregorio Magno (VI secolo d. C.), troviamo una villa Murgentinensisnel patrimonio della Chiesa in Sicilia; e poiché a Serra Orlando non si trovano tracce archeologiche riferibili a tale periodo, si deve pensare che il villaggio che ereditava il nome di Morgantina non occupava la vecchia sede, ma un sito più vicino alla strada romana interna fra Catania e Agrigento. E la memoria corre al sito archeologicamente accertato di Casal Gismondo, che proprio sulla direttrice della strada si trovava e che fa parte del territorio di Aidone. In questo periodo, quindi, nell'attuale territorio di Aidone la vita sarà continuata in qualche villaggio agricolo di pianura (Casal Gismondo, Fessima-Pietratagliata, Baccarato - Pietraliscia, etc); ed è possibile, anche se nonChiesa di Santa Maria La Cava documentato, che un convento benedettino sia potuto sorgere sul monte Cittadella, almeno finché nelle campagne regnò una certa sicurezza, cioè fin verso l' VIII secolo, quando prima le frequenti incursioni saracene (incominciate già nel 673 d. C. con l'occupazione e il saccheggio di Siracusa) e poi la cinquantennale guerra per la conquista araba di questa parte dell'Isola (conclusa nell'878 con la conquista di Siracusa) ne provocarono un quasi totale spopolamento. E'opinione diffusa tra gli storici che all'arrivo dei Normanni la zona montuosa degli Erei tra Caltagirone e Castrogiovanni (Enna) fosse disabitata, e che, data l'importanza strategica dell'area per il controllo della Sicilia, il conte Ruggero d'Altavilla avesse deciso di insediare delle guarnigioni a Castrogiovanni, Rossomanno, Aidone, Piazza e Bufera, per controllare da una parte la Sicilia orientale e in particolare la piana di Catania, e dall'altra la Sicilia meridionale e la piana di Gela; con la differenza che, mentre Castrogiovanni e Butera erano popolate, ad Aidone, a Rossomanno e a Piazza fu necessario creare degli insediamenti nuovi con popolazione composta soltanto da "lombardi" (nel senso che provenivano dall'Italia settentrionale) che facevano parte dell'esercito normanno. Contrariamente a quanto si sforzò di dimostrare il professor Mazzola, Aidone nacque allora (probabilmente tra il 1090 e i primi decenni del secolo successivo) per opera di immigrati lombardi; e di tale "lombardità", per Aidone e Piazza, sono prova l'assenza nei due siti di tracce archeologiche anteriori ai Normanni e la compattezza etnico - linguistica delle popolazioni, che hanno potuto mantenere per secoli nella loro parlata le caratteristiche gallo-italiche. Per ciò che riguarda Rossomanno (distrutta poi nel 1396), l'origine lombarda del toponimo è comprovata da documenti del tempo, che riportano un Rossemannus arcivescovo di Benevento nel 1139, un altro rettore della chiesa di Santa Lucia a Siracusa nel 1142, e un terzo syndicus di Nicosia nel 128.



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